La politica agricola come strumento chiave: i big del G7 si confrontano sui cambiamenti climatici

23/10/2017

“I grandi del G7 rilancino interventi e politiche agricole e alimentari che mettano al centro sostenibilità, resilienza e cooperazione”

È questo l’appello che lancia Legambiente alla vigilia del G7 agricoltura avvenuto a Bergamo e che ha visto i ministri dei setti paesi più influenti del mondo confrontarsi sulla tutela del reddito dei produttori, sulla crisi del settore agricolo legato al mercato ma anche a fenomeni naturali come terremoto o alluvioni, e poi sul tema dei cambiamenti climatici e le migrazioni, la sicurezza alimentare e il cibo. Tanti e variegati i temi al centro dell’agenda dei sette ministri, ma che per l’associazione ambientalista possono avere come comun denominatore tre parole chiave: sostenibilità, resilienza e cooperazione; senza dimenticare che oltre ad un rafforzamento delle politiche agricole, è necessario definire anche una politica alimentare perché agricoltura e alimentazione vanno di pari passo. Ed è questa la direzione in cui, per Legambiente, dovrebbe andare tra l'altro la PAC, incentivando sempre di più quell’agricoltura sostenibile e di qualità, già praticata da molti agricoltori italiani ed europei attenti ai processi naturali, alla complessità e specificità locale degli ecosistemi e a processi partecipati sui territori.

“Oggi la grande sfida del settore agricolo” - dichiara la Presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni – “abbraccia sempre di più il tema della sostenibilità ambientale e della capacità di resilienza. Occorre produrre meglio, rispettare l'ambiente, sprecare meno cibo e tener conto degli impatti che i cambiamenti climatici hanno sull'agricoltura. A tal riguardo è importante che, a partire dalla prossima Pac, si definiscano strategie di mitigazione e adattamento dei cambiamenti climatici prevedendo misure concrete e premialità per chi pratica biologico, biodinamico, per chi, ad esempio, introduce specie o varietà più resistenti e meno idroesigenti, faccia un uso attento dell'acqua e tuteli la biodiversità”

L’Italia ad oggi ha compiuto diversi passi avanti verso la sostenibilità dei sistemi produttivi, in particolare continua la crescita del biologico, con una fetta crescente di agricoltori che rivolgono lo sguardo a questo settore. Nel 2016 la superficie agricola coltivata a biologico ha raggiunto il 14,5% della superficie agricola nazionale, e gli operatori bio sono aumentati dell’20,3% rispetto al 2015. (Sinab). La strada da percorrere è ancora molto lunga. In questo senso lasciano ben sperare le parole del ministro Martina, che nei giorni scorsi è intervenuto a Bergamo ad un incontro promosso da Legambiente e da altre associazioni ambientaliste e del biologico, dove ha sottolineato che la prossima programmazione europea dovrà integrare tre ‘A’: dovrà essere politica agricola, alimentare e ambientale. Con l’auspicio che la nuova  PAC ponga attenzione alla sostenibilità , alla resilenza e alla cooperazione, definendo strategie e misure a favore dei piccoli agricoltori che praticano agricoltura biologica e biodinamica e affinchè l’agricultura biologica sia riconosciuta dalla nuova PAC, Ora la prima e la più importante delle cosidette  pratiche “agro-climatico-ambientali”. Dunque meritevole di maggior sostegno.

 

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